Attualità

mar282017

Accesso alla professione, i numeri Fnomceo. Per i medici il turn over sarà sufficiente

tags: Medicina
Troppi pochi medici, in prospettiva? Forse no. L'anno scorso, malgrado l'età media alta e tanti pensionamenti in vista, la Federazione degli ordini disse che ne bastavano 8 mila nuovi per venire incontro al fabbisogno della sempre più vecchia popolazione italiana. Quest'anno, malgrado l'incremento ulteriore degli esodi, ne basteranno ancora 8400, pochi di più e meno dei 10.300 chiesti dalle regioni (che l'anno scorso erano 9.300, sempre un migliaio al di sopra delle richieste Fnom). Di dentisti -secondo la Commissione Albo Odontoiatri di Fnomceo- ne bastano ancora 800, poco meno di quanti ne chiedono le regioni. Invece per gli infermieri è un po' il contrario, la professione chiede più di quanto le regioni siano disposte ad impiegare: 18500 sanitari da immatricolare nell'anno accademico 2017-18 contro le 14 mila richieste dai 21 assessori.

Per i farmacisti provocatoriamente la professione rappresentata dalla Fofi ne chiede zero mentre le regioni un migliaio e il Ministero della Salute che media tra le posizioni si riserva una valutazione. I dati sul numero di accessi chiesti per il prossimo anno accademico sono stati elaborati dallo steering commitee nell'ambito del progetto Joint acion on health workforce planning & forecasting volto a rilevare la mappa dei fabbisogni non in base alle disponibilità degli atenei ma al reale fabbisogno. Il calcolo è ottenuto su proiezioni che arrivano al 2030-35, e che vedono alcune professioni in controtendenza su altre. Entro 13-18 anni il sistema sanitario, pubblico più privato avrà bisogno secondo i calcoli delle federazioni almeno 100mila professionisti in più mentre secondo i calcoli delle Regioni basterebbero 65-70 mila nuove unità. Quindi i datori di lavoro in generale "offrono" meno posti di quanto chiedano le professioni (e gli atenei).

Ma i medici sono in controtendenza, la Fnom chiede meno iscritti a Medicina, anche se in alcune specializzazioni - come la medicina generale - i sindacati e l'Enpam si stanno muovendo per raddoppiare il numero di posti. Naturalmente immatricolati in ateneo non vuol dire vero e proprio fabbisogno: quello lo dà la somma degli specializzandi che lo scorso anno sono stati 6300. E qui Fnomceo dà dati un po' diversi. Il fabbisogno realistico annunciato l'anno scorso era minimo di 7500 laureati da distribuire nelle varie scuole, pari a 3,9 medici su 1000 abitanti contro i 4,3 medici in Italia e i 3,6 Ue. Diverso il discorso per i farmacisti, per loro la richiesta "immatricolati zero" ha radici profonde. Il numero di laureati è ormai così alto da far prevedere oltre 60 mila disoccupati tra 20 anni visto che servirebbero massimo 3 mila unità in più rispetto alle 69 mila attuali e invece si laureano in circa 4 mila l'anno. Quanto alle altre 21 professioni sanitarie, sono distribuite in modo eterogeneo da una regione all'altra: a fronte di regioni che chiedono aumenti altre non ne chiedono. Saranno i ministeri di Salute ed Università a dire l'ultima per ciascuna professione.

(Fonte: Doctor33)

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